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Bastêrd
Andrea Giuliani
Edizioni Moby Dick, maggio 2005.
Beccatevi la quarta di copertina, scritta da professionisti:
Bastêrd
sta per ?ragazzino? - in romagnolo ? ma anche per ?bastardo? o, se
preferite, ?figlio di buona donna?. Fatto sta che Nemo, l?io narrante
del libro, è davvero figlio di una puttana e ci racconta quanto questa
condizione abbia contribuito a renderlo in apparenza invulnerabile,
chiuso com?è all?interno del suo sottomarino (come l?omonimo
protagonista del romanzo di Verne) e alimentato da un?assenza
cammuffata da libertà. La vita scorre, anonima, fino a quando i
turbamenti, le fatiche, la rabbia e le altre crepe dell?esistenza si
tramutano in falle, e dalle pieghe a prima vista immobili, scolpite
nella marmorea quiete di una provincia ai margini dell?impero, erompe
il disagio di un adolescente alla ricerca di radici e di certezze. E
così questa storia diventa una sorta di periscopio puntato sui piccoli
abitanti delle piccole città, là dove nidificano le ipocrisie
indifferenti, i tradimenti, le amicizie, la ?vita da bar? e le
invenzioni strampalate, le menzogne più o meno velenose ma anche la
condivisione e imprevedibili forme di complicità: anelli di
congiunzione tra la fine dei sogni e il desiderio insaziabile di averne
ancora? fino all?epilogo pressoché annunciato, e tuttavia aperto al
mistero, all?insondabile.
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