torna all'indice
Messaggio per
i raschiatori di barili
Se questo scritto vi viene letto anche solo dopo un quarto d’ora
dell’inizio ufficiale della serata siete già vaccinati contro le
cazzate quindi avanti che c’è posto.
Questa storia dei raschiatori mi richiama alla mente un romanzo
autobiografico di Philip Dick dal titolo “Confession of a crap artist”
dove Jack il personaggio principale, quando non era impegnato ha
ricostruire il battistrada nei pneumatici lisci con una punta
arroventata, si dilettava insieme ad altri nella percezione
extrasensoriale. Durante una seduta “del gruppo” riuscirono a prevedere
l’imminente fine del mondo con relativa data. Ovviamente ciò non
avvenne e cito testualmente la reazione del nostro Jack: “Seduto in
quella poltrona mi resi conto di essere un povero deficiente”. Una cosa
dura da mandare giù. Quando anche noi avremo raschiato e reso lindo il
barile cosa faremo?
So che con questa presa di posizione non ho guadagnato punti nella Jean
Fabry Friends Parade ma salutandovi calorosamente vi lascio con le
ultime parole che disse Wotan uscendo dal cerchio di fiamma in cui
giaceva dormiente Brunnhilde in punizione “Chi della mia lancia teme la
punta, mai non traversi il fuoco”
LEB’WOH!
The Liftboy
|