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IN GIRO CON I JEAN FABRY
(il punk mentale come medicina alternativa)
reportage esclusivo di Wanda-Lee
PREFAZIONE
Un piccolo e garbato accenno su chi io sia mi
sembra cosa giusta e doverosa prima di emettere sentenza su chi o cosa
essi siano e a quale genere musicale appartengano.
Curioso scegliersi un nome d'arte quando il proprio lo è in tutto e per
tutto ...ma pensando ad un mio ipotetico gruppo musicale avrei proprio
voluto chiamarlo così: Wanda-Lee.
Dice già tutto.
Un animale chimicamente depresso in continua lotta per mantenere ad un
livello accettabile la propria quantità di serotonina.
Qui comincia e qui finisce. E zìr de clòmb?...e pò dès.
D'altronde le cose andavano forse meglio quando andavano peggio oppure
andavano peggio di quanto potessimo credere quando andavano meglio???
Io non lo so, però da quando seguo i Jean Fabry nella loro tournè di
certo per me sono migliorate.
Parte
prima - Luogocomune - Faenza 11/11/05
Scaletta: OPPURE? / ROTOBALLE / PUNK MENTALE / LAMENTO DEL VENDITORE DI
LIBRI / MA MI SA DI NO / C.d.A. / LA STORIA DALLA MUSICA ALLE PANTOFOLE
/ IL CANTO DELLA SIRENA / PORNO / LA GRANDE TAVANA / RADIO AMATORE /
RADIO GIOVANNI + L'EGOLAND / GHIANDOLE / I PAPPI DEI PIOPPI / MERCATONE
/ E ZIR D'E CLOMB
Bis: ZAVAGLIO GENERALE
Dopo pochi giorni dall'essere stata sedotta ed abbandonata
dall'ennesimo ipotetico principe azzurro rivelatosi poi ranocchio non
ancora mutato, la mia voglia di uscire era sparita e l'unica cosa che
mi ha spinto a mettere i piedi fuori di casa è stata la voglia di
tornare "a casa". I J.F., la loro musica, il loro punk mentale, o
semplicemente il loro essere mi fanno sentire a casa.
Un po' di timido imbarazzo non lo nascondo, era da pochi mesi che avevo
ripreso i contatti con loro dopo anni di silenzio (parlo in particolare
dei 3 Amici Di Buttalo; il batterista mi passava inosservato e del
bassista osservavo solo quant'era bono... ).
Siedo in prima fila... li voglio vedere bene tutti in faccia... il
locale si stava riempiendo.
Iniziano.
Scaletta.
Sinceramente tra tutti i pezzi che hanno fatto, solo 2 rimangono nella
mia testa come ricordi: Lamento del venditore di libri e Zavaglio
generale.
Non certo perchè gli altri siano passati in sordina, anzi... ma quei
due sono stati conditi da un non so cosa che mi si è attaccato dentro.
Ecco cosa.
Nel LAMENTO (palcoscenico suggestivo: vecchi tappeti anzichè il
classico palchetto rialzato, un vecchio pianoforte verticale ed una
libreria alle spalle) DavideMarlo indossa una maschera casereccia -
oserei dire - che gli lascia fuoriuscire la punta del naso - una via di
mezzo tra un clown triste ed una maschera tribale - ed un paio di
guanti in lattice. Libri in mano, sfogliati e gettati mentre esce da
quella bocca con gli angoli all'ingiù un falsetto molto lirico (da
eunuco - e gli riesce benissimo). Quella maschera ha un'unica
espressione ma Marlo riesce a darle vita e a trasmettere stupore,
disillusione, tristezza, ribellione.
Rassegnazione.
Non capisco chi dice che i testi dei J.F. non abbiano un senso.
E' tutto molto ridotto e l'atmosfera familiare.
I pezzi si susseguono uno dopo l'altro... Ma mi sa di no... La grande
tavana... Radio Giovanni... e mentre ascolto Ghiandole trasportata dal
ritmo del walzer mi chiedo chi abbia insegnato a quel batterista, un pò
rude un pò timido, una via di mezzo tra un ragazzo di campagna ed uno
sfattone, a suonare anche l'organetto, un controsenso per un
picchiatore di bidoni... almeno nella mia testa...
I pappi dei pioppi... Mercatone... E zir d'e clomb... Sempre più
trastullata e rapita da questa musica rockpunkfolkromagnola - o chi sa
definirla ci provi - arriva il Zavaglio generale.
Si deve pur presentare il gruppo, ma questa volta zavagliando veramente.
"Un bassista" esordisce Antonio indicando Rava, "un mezzo batterista" e
si gira verso Andrea, "un basista" e guarda Pappi, "un mezzo
terrorista" e indica Marlo ( ...e qui ognuno si faccia i suoi
commenti... ), "i testi nella testa" dice riferendosi a se stesso
"grazie e buona serata" e attaccano.
Perchè con ZAVAGLIO GENERALE si attacca ma non si sa mai quando si
finisce...
Quella sera hanno finito con lo scambiarsi i ruoli. Baruzzi un mezzo
batterista (ma promette bene), Andrea un finto chitarrista, Marlo non
ricordo, Pappi girato di spalle a strimpellare la pianola poi
scaraventato da Rava al contrabbasso (non osava toccarlo!!!) e Rava
davanti ad una montagna di tasti bianchi e neri con il viso estasiato
come un bambino in un negozio di giocattoli.
Il concerto è finito.
Il mio parere poco importa ma lo voglio dire lo stesso. Sono proprio
stati bravi.
La cura comincia a funzionare. Sto meglio. Vado a casa col sorriso
ricordandomi che le rane si mangiano, non si aspetta che si trasformino
in principi!!!
Meglio fritte e al sugo.
Parte seconda - Dietro
le quinte art cafè - Piangipane 25/11/05
Scaletta: OPPURE? / ROTOBALLE / PUNK MENTALE / LAMENTO DEL VENDITORE DI
LIBRI / MA MI SA DI NO / C.d.A. / IL NOME GIUSTO DA DARE AI GATTI /
L'IMPERATORE DELLA PIADINA / LA STORIA DALLA MUSICA ALLE PANTOFOLE /
PORNO / LA GRANDE TAVANA / RADIO GIOVANNI + L'EGOLAND / GHIANDOLE / I
PAPPI DEI PIOPPI / MERCATONE / E ZIR D'E CLOMB
Bis: ZAVAGLIO GENERALE
All'inizio fu il vuoto. E dal vuoto 5 persone.
Poi un nome.
Jean Fabry.
Stanchi, assonnati, smaronati, strafottenti.
Il concerto più cazzone che abbia mai visto.
Il concerto più bello al quale abbia mai assistito.
Forse per via del sentirsi fuori luogo in un locale dove la gente
comincia ad arrivare a mezzanotte... forse per via dell'età dei nostri
beniamini - che con la sottoscritta erano di sicuro i più vecchi del
posto - forse perchè sono saliti sul palco un pò delusi per via del
vuoto o un po' stanchi per il continuo rinvio di orario, fatto sta che
a nessuno di loro fregava poi più di tanto fare bella figura.
Ecco la chiave.
La si gira e clack!
La scaletta bene o male è sempre quella, loro no.
Marlo lo vedo un pò teso... (Marlo, eri teso?) e lo vedo sempre più
simile a Noel Gallagher nei movimenti... già... mi ricorda proprio il
cantante degli Oasis... diventa ai miei occhi quasi sexy (e dire che
appena scende giù dal palco torna ad essere per me l'imitazione di
IGOR!!!)... Incredibile Marlo!!!
Andrea lo sfattone campagnolo - ovvero il batterista - in gran forma!!!
Bravo Andrea, mi sei proprio piaciuto!!! Perchè quello che mi entra
dentro non sono tanto le performance da primo della classe ma il
coinvolgimento che vedo nel volto e ciò che mi trasmette.
Non potrei dire la stessa cosa del mitico Pappi, che per tutta la
durata del concerto (durasse 1 ora o 3 giorni) non muta mai espressione
del volto (...non riuscirei mai ad immaginarmi i Jean Fabry senza
quell'espressione...).
Stavolta chi mi ha stupito è stato Antonio. Grande .
La chiave ha girato dentro la sua toppa.
Clack! Ecco Mercatone e Ghiandole (in assoluto i pezzi più belli di
quella sera) rivisti e rivisitati in chiave... lui direbbe p.u.n.k., io
direi da uno che nonglienefregauncazzo.
Meravigliosi.
Bellissimi.
Una sensazione indescrivibile... irripetibile...
Esco dal locale a fatica, tra spintoni ed imprecazioni varie. La folla
era talmente tanta che quasi soffocavo...
Alla fine è stato un successo.
Lo sapevo... (forse)...
Parte terza - Tratti
folk festival - Faenza 4/12/05
Scaletta: PORNO / MA MI SA DI NO / LAMENTO DEL VENDITORE DI LIBRI /
C.d.A. / LA STORIA DALLA MUSICA ALLE PANTOFOLE / ROTOBALLE / PUNK
MENTALE / LA GRANDE TAVANA / RADIO GIOVANNI + L'EGOLAND / I PAPPI DEI
PIOPPI / E ZIR D'E CLOMB
Bis: GHIANDOLE / FRUGA NEL RUSCO
- "grazie...posso entrare?"
- "no, stanno facendo i suoni, non si può"
- "ma mi stanno aspettando...voglio dire... sono la special guest...
no, veramente... mi stanno aspettando"
- "ah... allora ok puoi entrare da lì".
Entro.
Mi ritrovo dentro il palco, sul palco, a 3 metri da loro... roba da
gettarsi per terra e strapparsi i capelli.
Mantengo la calma.
Mi siedo su una poltroncina e guardo. Ascolto.
Adoro assistere alle prove... magari mi capitasse anche con Bjork!!!!
...mah... vedremo... magari un bel dì i Jean Fabry apriranno i suoi
concerti... (quando non se la cagherà più nessuno... ovviamente...).
I suoni li sta facendo Gian Luca, che oltre ad essere bono è pure bravo
(binomio che non sempre fa coppia...).
Ebbravo Antonio che quando ti accorgi che ci sono accenni brevemente al
ritornello di Man-size (PJ Harvey) con la chitarra, mi vuoi proprio far
crepare prima!
Ma torniamo a noi.
Sarò breve... anche perchè la memoria sta cedendo all'età (an m'arcord
piò!) e sarò sincera.
Un discreto concerto, ai miei occhi, ovvero: un buon concerto a chi si
avvicina a loro per la prima o la seconda o la terza o la..........
volta.
Per me un po' timido, un po' chiuso, forse dovuto al fatto che stavolta
erano dentro un teatro vero e proprio, con occhi ed orecchie puntate su
di loro e sempre e solo su di loro.
Andrea ha suonato bene... a me sembrava dalla sua espressione in volto
che stesse digerendo quel tocco di piadina teccia ingurgitata a foza 5
minuti prima...
Pappi... beh... che dire... sempre lui... W PAPPI!!!!!!!!! (memorabile
l'ingresso in scena con tanto di aspirapolvere)
Antonio poco cazzone molto riservato.
Gian Luca un grande: un contrabbasso così non lo avevo mai sentito
prima. Si sentiva molto bene e il suono sovrastava un pochino tutti gli
altri strumenti, proprio come piace a me. Ha suonato decisamente bene,
stavolta è stato lui a trasmettermi delle emozioni... (a parte le
solite, ma quelle sono più carnali...).
Marlo... non il solito... DI PIU'!!!
Dare a Marlo quel che è di Cesare e che lui di certo non
rifiuterebbe... Più in botta del solito, tranquillo, rideva e scherzava
col pubblico... grande grande grande; anche se stavolta poco Noel
Gallagher...
La cura è entrata in circolo... funziona...
Funziona talmente bene che comincio ad avere crisi di astinenza; meno
male che ho fatto rifornimento di cd!!!
Cari beneamati Jean Fabry, vi aspetta un 2006 pieno di concerti e
successi, cd vergini da incidere e segnali da trasmettere
QUINDI
non datevi mai per vinti o dispersi!!!
Fatelo per noi, che abbiamo ingurgitato quintali e quintali di
antidepressivi senza risultati!!!
Wanda-Lee
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